Non è il Vangelo che cambia, siamo noi che lo capiamo meglio

Fatima a Roma. Lasciarsi sorprendere da Dio!
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Il tempo è il messagero di Dio
1 December 2013

E’ dal 13 ottobre scorso, in occasione della Giornata Mariana dell’Anno della Fede, che non ho più messo mano a questo blog: i giorni passano, arricchiti sempre di più dai “Fioretti” di Papa Francesco. Mercoledì 30 ottobre ho ancora una volta avuto la gioia di incontrarlo, in “prima fila” durante l’udienza generale, e ho potuto consegnargli una lettera del gruppo che ha animato la vigilia mariana in preparazione del 13 ottobre, di questa notte bianca con la Vergine, notte che ha riunito Santuari di cinque continenti, sotto la protezione della statua originale di Nostra Signora di Fatima, immagine della nuova Esther che nella Bibbia – il tredicesimo giorno del mese di Adar – salvò il popolo di Dio dalla distruzione… I membri del nostro comitato mariano avevano personalmente firmato la lettera con i colori dell’arcobaleno, assicurando Francesco delle loro preghiere per il Suo ministero riformatore, specialmente con la recita comunitaria del Rosario una volta al mese, uniti con tutta la Chiesa celeste. Nel corso dell’udienza, il Papa ha fatto riferimento alla Comunione dei Santi, proprio due giorni prima della festa di Tutti i Santi : “ Tutti i battezzati su questa terra, le anime del Purgatorio e tutti i beati già in Paradiso, formano una grande famiglia” ha rammentato Francesco, insistendo sul fatto che questa “comunione tra terra e cielo si realizza in modo speciale attraverso la preghiera di intercessione”. Il venerdì successivo, festa di “Tutti i Santi”, ci ha ricordato, all’Angelus, che “siamo tutti chiamati alla santità” che è il frutto del servizio che si rende agli altri e che questo cammino ha il volto di Gesù Cristo… Il ministero della consolazione

Francesco dà lui stesso l’esempio e non finge, è incessantemente a contatto con i più piccoli, con quelli che soffrono, li abbraccia anche quando il loro corpo è davvero ripugnante, li stringe tre le Sue braccia con amore, come è avvenuto ancora una volta in questo sabato 9 novembre, in occasione del 110° anniversario dell’Associazione UNITALSI, nel corso del quale si è soffermato a salutare una ad una tutte le persone malate, dai più giovani ai più anziani. Questa Associazione italiana, che accompagna i malati a Lourdes ed ai Santuari internazionali ed è presieduta da Salvatore Pagliuca, un laico raggiante di bontà e di umiltà, ha riunito 7000 volontari nell’Aula Paolo VI per una gioiosa festa di famiglia intorno al Papa. Si sarebbe potuta immaginare come la prima tappa di un prossimo pellegrinaggio del nuovo Papa a Lourdes: “La vostra opera è evangelica, è il ministero della consolazione” ha detto il Papa ai membri dell’UNITALSI, incoraggiandoli a vedere nei più fragili, negli ammalati “la carne di Cristo”, nei feriti dalla vita, che si tratti di handicappati, malati, rifugiati.. o più in generale dei rappresentanti di ciò che Egli chiama le periferie esistenziali. Alcuni colleghi giornalisti si sono apertamente posti la domanda se questo Papa non stesse interpretando una parte, se non avesse in effetti capito perfettamente come sedurre i media, ma la realtà è che Egli è sempre più “Francesco Magno”, grande per la sua concreta attenzione alle persone, inviato dalla Provvidenza di Dio per la Chiesa ed il mondo contemporaneo, vera icona universale della Misericordia, incarnazione dell’amore infinito di Dio, secondo il suo modello, Maria, che ci insegna ad essere sempre più uniti a Gesù (ad affidarsi a Lei come detto durante l’udienza generale del 23 ottobre). Per Lui non può esistere un cristianesimo “da salotto”, secondo la Sua stessa espressione, e neppure un cristianesimo filantropico, perché la “Chiesa non è una ONG”, ma il suo fondamento è l’unione al Cristo che si realizza attraverso i Sacramenti della Chiesa. E’ stato questo il tema della Sua catechesi del 6 novembre, quando ha invitato a compiere un gesto d’amore pregando per la guarigione della piccola Noemi che Lui stesso aveva incontrata la mattina. “Il Signore ci esorta ad aprirci alla comunione con Lui, nei sacramenti, per vivere in modo degno la nostra vocazione cristiana”, ha continuato, esortando ad attingere alla fonte dei sacramenti – che sono “la presenza di Gesù Cristo in noi” – per liberarci dall’odio e dall’egoismo e per diventare capaci di compiere questi piccoli gesti d’amore, pieni di effetti benefici, ben aldilà del visibile e del commisurabile. Decine di migliaia di pellegrini accorrono regolarmente ad ascoltare questi insegnamenti di Francesco a Piazza San Pietro, come non era mai successo per nessun Papa in maniera così fitta ed assidua.

Il motore del mondo e della storia, il lievito della società

L’ultimo appuntamento internazionale dell’Anno della Fede – una fede annunciata, celebrata e vissuta – è stato il pellegrinaggio delle famiglie di tutto il mondo che è culminato con la messa del 27 ottobre, presieduta dal Papa alla presenza di 150000 persone. “Recitare il Rosario insieme, in famiglia, è molto bello, infonde molta forza!”, ha sottolineato Francesco, aggiungendo che quello che rafforza la famiglia è il fatto di pregare gli uni per gli altri : “Lo sposo per la sposa, la sposa per lo sposo, entrambi per i figli, i figli per i genitori, per i nonni”… “Se manca l’amore di Dio – ha precisato – la famiglia perde la sua armonia, gli individualismi prevalgono e la gioia si spegne”. “Al contrario, la famiglia che vive la gioia della Fede la comunica spontaneamente, è sale della terra e luce del mondo, è lievito per tutta la società”. Due giorni prima, al cospetto dei partecipanti dell’Assemblea plenaria del Consiglio Pontificio per la Famiglia, descrivendo la famiglia “ motore del mondo e della storia”, il Papa, cosciente della realtà attuale, invitava ad una attenzione speciale verso le coppie in difficoltà e verso le persone separate. Il quotidiano Corriere della Sera, il 4 novembre scorso, riportava che il Papa aveva raggiunto al telefono una donna divorziata di 38 anni, Anna Rosa, che aveva appena ottenuto l’annullamento del suo matrimonio religioso, grazie ad una procedura di recente snellita presso il tribunale ecclesiastico della Rota per decisione di Papa Benedetto XVI proprio alla fine del Suo pontificato, su consiglio di Monsignor Bruno Forte.
“Con grande dolcezza, nel corso della nostra conversazione, Francesco mi ha chiesto di pregare per tutti i divorziati, figli di Dio in attesa di ritrovare la casa del Padre”, ha testimoniato Anna Rosa, felice di potersi presto risposare in chiesa. Il Papa del popolo, evangelico ed ecumenico, Francesco, conscio dei problemi che minacciano oggi le famiglie, e di conseguenza l’umanità intera, ha deciso che il prossimo Sinodo straordinario dei Vescovi dell’ottobre 2014 verterà su questo tema, come pure il Sinodo ordinario che seguirà nel 2015. Egli si è affidato a tre persone di Sua fiducia per il coordinamento della preparazione e lo svolgimento della prima delle due assemblee che si terrà esattamente tra un anno: il Cardinal Peter Erd? , Arcivescovo di Budapest, l’Arcivescovo Lorenzo Baldisseri e il mio amico napoletano Monsignor Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti, uno dei più grandi teologi attuali, allievo e amico del Cardinal Carlo-Maria Martini… “ Il Papa vuole sapere ciò che le persone pensano e ciò che le persone vivono” ha chiarito in sintesi Monsignor Baldisseri, nuovo Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, nell’illustrare la consultazione mondiale lanciata sul tema della famiglia, nel contesto di una “modernità liquida” e senza bussola, dove i punti di riferimento si perdono.
Per la prima volta nella storia tutti i battezzati, senza distinzione, potranno rispondere al questionario spedito loro, le cui sintesi verranno poi inviate a Roma attraverso le Conferenze episcopali. Questo non impedirà, comunque, di poter interpellare direttamente i responsabili del Sinodo romano. Si tratta di una grande novità per tutta la Chiesa cattolica, con un metodo di lavoro altrettanto nuovo, poiché il Segretario del Sinodo avrà per missione di divenire “ cuore pulsante” al servizio di una collegialità permanente e feconda tra tutti i Vescovi. Il Concilio Vaticano II si realizza dopo 50 anni nella dinamica di questo Anno della Fede che troverà la sua conclusione il 24 novembre con la festa di Cristo Re che chiude l’anno liturgico. A proposito dei cambiamenti dottrinali, nella risposta ai giornalisti, Monsignor Bruno Forte ha brillantemente citato il beato Papa Giovanni XXIII : “Non è il Vangelo che cambia, siamo noi che lo capiamo meglio”.

“La conversione della Russia” e l’unità della Chiesa

Attenzione, accoglienza, misericordia : queste parole illustrano il Pontificato di Francesco, Vescovo di Roma, Pietro il Romano di questo inizio del terzo millennio con il quale la Chiesa cattolica opera il suo cambiamento storico, ritornando con radicalità al Cristo dei Vangeli, testimoniato con amore dagli apostoli fino alla morte. Questo periodo storico che abbiamo la fortuna di poter vivere in diretta, era stato preannunciato dalla Vergine di Fatima – nell’annunciare “la conversione della Russia “ – meno di un secolo fa, ed è da Lei che tutto deve ripartire. “Sembra proprio che da Fatima si debba ripartire “, aveva detto il Cardinal Tarcisio Bertone in occasione della conclusione del suo mandato di Segretario di Stato, Primo Ministro del Papa, il 15 ottobre scorso, due giorni dopo l’atto di consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria, proclamato da Francesco in Piazza San Pietro, nella ricorrenza dell’ultima apparizione di Nostra Signora di Fatima ai tre giovani di Cova da Iria. L’ateismo teorico di questo tempo – con la nascita del comunismo in Russia e poi il nazismo – ha lasciato spazio all’ateismo pratico, l’altro “corno del diavolo”, che minaccia la vita umana fin dal suo concepimento e che considera l’embrione umano al pari di un materiale di laboratorio… La lotta per il rispetto della vita è dunque diventata un’urgenza planetaria, in un contesto in cui l’imperialismo liberale aggressivo vuole controllare le opposizioni con tutti i mezzi, a partire dallo spionaggio informatico…
Ma nuovi equilibri si installano e la Russia ortodossa, post comunista, intende contare nel nuovo mondo che si delinea. Dopo aver appoggiato il Papa nel settembre scorso al fine di evitare il bombardamento della Siria, il Presidente Vladimir Putin verrà ricevuto in Vaticano il 25 novembre prossimo da Francesco e dal Suo nuovo Segretario di Stato Monsignor Piero Parolin. La difesa dei cristiani del Medio Oriente è parte integrante delle loro priorità. Per di più, il Papa eletto sei mesi fa piace ai cristiani ortodossi poiché Egli intende la Sua responsabilità di Vescovo di Roma in una prospettiva di dialogo e di rispetto delle altre confessioni cristiane, conformemente alle linee conciliari e al di fuori da ogni proselitismo. L’Unità della Chiesa sta nascendo sotto i nostri occhi e solo questa unità in cammino può garantire una rinascita della Fede in una società secolarizzata e insieme disumanizzata: “Perché tutti siano una cosa sola, perché il mondo creda” (Giovanni 17,21)

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